Archivio di ottobre 2009
Guerrieri in piazza
In paese si è a lungo discusso sull’opportunità di spostare il monumento ai caduti ubicato in piazza.
In un primo momento, ho ritenuto che non fosse una cattiva idea collocarlo altrove. Meglio restituirgli un po’ di sacralità, riservandogli un luogo raccolto, meno contaminato, lontano da rumori e trambusti. Niente da fare, si è deciso che starà ancora lì, a fungere da spartitraffico; a fare da pendant con una chiesetta che, dalla parte opposta del paese, fa da centro ad una rotatoria.
Ma, ripensandoci, quel monumento non merita tanta riverenza.
Che c’entra, infatti, con i giovani del paese, morti nella Grande Guerra? In verità, quegli improbabili guerrieri mezzi nudi, simbolo di virilità, sacrificio, cameratismo, sono l’autorappresentazione del Fascismo. Sul lato del monumento non ci sono i nomi dei caduti, ma sta iscritto il Bollettino della Vittoria, promulgato dal generale Diaz, il 4 novembre 1918. Quella Vittoria cominciata con il passaggio del fiume Piave, di cui Mussolini dirà: «Cos’è quel brivido che percorre le membra quando si sentono le note della Leggenda del Piave? E’ che il Piave non segna una fine; segna un principio. E’ dal Piave, è da Vittorio Veneto, è dalla Vittoria gloriosissima, anche se mutilata dalla diplomazia imbelle, che si dipartono i nostri gagliardetti. E’ dalle rive del Piave che noi abbiamo iniziata la marcia che non potrà fermarsi se non quando avremo raggiunto la meta sublime: Roma!» [B. Mussolini, da un discorso pronunciato a Cremona, il 25 settembre 1922].
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I ruminanti
Nel 1794 Beethoven compone un lied intitolato Seufzer eines Ungeliebten – Gegenliebe, la cui melodia suona come un anticipo del celebre motivo della gioia che verrà utilizzato nel Finale della IX Sinfonia.
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Nel 1808 Beethoven ritorna sulla melodia del lied giovanile, per farne il tema principale della Fantasia corale in do min., per pianoforte, coro e orchestra. Una composizione che viene considerata, nel suo complesso, come la prova generale per il Finale della IX Sinfonia.
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Finalmente nel 1824 la melodia di Seufzer eines Ungeliebten – Gegenliebe, opportunamente limata, tornita ed aggiustata, accompagnerà le parole dell’Inno alla gioia di Schiller.
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Uno dei temi musicali che ci sono oggi più familiari, elementare nella sua forma – ruota attorno a sole 5 note! – in realtà frulla per 30 anni nella testa del grande compositore. Insomma, una vicenda che non avvalora l’ipotesi dell’immediatezza di una grande trovata musicale. Anzi, vien da dire che alcuni compositori sono, per loro natura, affini ai ruminanti!
Mi sono recentemente imbattuto in una canzone scritta da Nino Rota per le musiche di scena de L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni, messo in scena a Venezia nel 1957 da Luchino Visconti.
Nel 1972, quindici anni dopo, l’aria della canzone diventerà il malinconico motivo di valzer che accompagna alcune scene del film Il padrino di Francis Ford Coppola. Nino Rota, un altro ruminante?
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L’è peso el tacon del buso
A cosa si può riferire in musica l’espressione veneta L’è peso el tacon del buso?
Penso immediatamente a Turandot. Puccini lascia l’opera incompiuta nel punto in cui un commosso corteo funebre accompagna mestamente fuori scena il corpo di Liù. Malgrado abbia avuto a disposizione un intervallo di tempo di circa un anno prima di morire, il compositore non è riuscito a risolvere un’evidente difficoltà drammaturgica: la trasformazione di carattere della “Principessa di gelo” in credibile donna innamorata. Insomma, vien da pensare che egli abbia volutamente ceduto all’ipotesi di lasciare il buso.
Alla morte di Puccini, Franco Alfano ha accettato l’incarico di mettere un tacon all’opera incompiuta. Uno strombazzante tacon che stride insopportabilmente con la parte compiuta da Puccini, proprio perché (ma non soltanto per questo motivo) esso è immediatamente accostato al sublime momento di verità poetica che la morte di Liù rappresenta.
Una curiosa affinità di missione accomuna l’Alfano compositore al suo omonimo contemporaneo Ministro della Giustizia. L’uno ha realizzato un tacon in musica, l’altro ha cercato invano di aggiustare i guai giudiziari del Primo ministro confezionandogli un tacon di legalità su misura.
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