La cantoria
| La Cantoria
[Una raccolta di post pubblicati dal 02-02-08 al 20-03-08] |
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La CantoriaCome molti altri, delle mie parti, mi sono avvicinato alla musica frequentando la Schola Cantorum parrocchiale. Dotato di voce bianca timida e fragile non ero il tipo che emergeva dal coro. Ma mi piaceva far parte di quel gruppo. C’era un’umanità varia. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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PerosiUna vera “goduria” l’esecuzione della Missa secunda Pontificalis di Perosi. Una sorta di cavallo di battaglia che veniva rispolverato in occasione delle solennità (Natale e Pasqua). Non credo che il nostro curato-direttore avesse ben chiaro ogni passaggio della composizione. C’era un punto subito in principio del Gloria, in cui si pasticciava sempre. Quei glorificamus che rimbalzano ripetutamente tra le tre voci del coro mai una volta che si incastrassero come dio comanda: vuoi per i confusi gesti d’attacco del prete, vuoi perché regolarmente qualcuno anticipava o ritardava l’entrata. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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La Cappella SistinaPassata l’età per cantare nel coro parrocchiale, non ho più frequentato la musica di Perosi. L’ho evitata negli anni successivi e tutt’ora la evito. Evito la pesantezza di quello stile polifonico in putrefazione, che si è voluto tenere in piedi per celebrare un’istituzione, che si ostina a ribadire la propria eternità sulla terra. Ma impossibile (soprattutto se si è italiani) non imbattersi con quella cerchia di eterni epigoni. Ed ecco, l’attuale soporifera Cappella Musicale Pontificia “Sistina”! e allora?… meglio Perosi! Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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Volevo fare l’organistaAIl desiderio di accostarmi allo studio dell’organo fu alimentato ulteriormente da un LP che mi fu regalato. Il disco conteneva un’antologia di celebri composizioni per organo di Johann Sebastian Bach, eseguite da Helmut Walcha. Conservo ancora quel disco, che da bambino ho ascoltato innumerevoli volte. In particolare, mi emozionava il Preludio Corale Ich ruf’ zu dir, Herr Jesu Christ BWV 639, tratto dall’Orgelbüchlein. Il tessuto armonico e timbrico in cui è calata quella melodia, ne esalta il carattere espressivo e la rende quasi vocale. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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Quel La bemolle!La prima sensazione che qualcosa stava cambiando nella mia voce l’ebbi in occasione di un raduno delle Scholae Cantorum della Diocesi, tenutosi nella Cattedrale vescovile. Una trasferta tanto attesa, per la quale ci si preparò con profondo impegno. Quel giorno ci fecero indossare la tunica bianca delle occasioni speciali e, al collo, una vistosa croce di legno. Fu stabilito un programma comune, da eseguire a cori riuniti durante la celebrazione. Il brano conclusivo, Ach Herr, laß dein lieb Engelein, corale finale della Passione secondo S. Giovanni di J.S. Bach (naturalmente cantato in una versione italiana), doveva chiudere solennemente il rito. La linea melodica (che costantemente insiste intorno alla tessitura medio-alta) s’inerpica, sul finire, fino a toccare un la bemolle acuto. Nonostante tutto il mio impegno e l’emozione per l’importanza dell’evento, la mia voce si spezzava ripetutamente, tanto che quel la bemolle non lo raggiunsi mai! Di lì a breve, dovetti accettare il fatto che la mia voce bianca mi stava abbandonando e, con essa, anche la mia infanzia. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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Leggerezza o Pesantezza?Jesus Bleibet Meine Freude, Corale dalla Cantata BWV 147 di J.S. Bach. Un brano assai popolare che la Schola cantorum parrocchiale eseguiva frequentemente, nella trascrizione per coro e organo, con adattamento del testo in italiano. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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Le processioniRiti che si svolgevano per le vie del paese, attraverso un percorso che in bicicletta compivamo in pochi minuti. Ma durante quelle cerimonie il tragitto sembrava interminabile. Il tratto che separava il corteo dalla meta non finiva mai, a causa del ritmo lento. Fortunatamente, un paio di diversivi accompagnavano quel camminare adagio. Innanzitutto, ci si trastullava con la cera della candela accesa, che ognuno di noi portava. Ricordo le prove di coraggio nel sopportare il bruciore provocato dalle gocce di cera sciolte, che lasciavamo cadere sul dorso della mano. E poi, le morbide palline della stessa materia, che pazientemente modellavamo e utilizzavamo come proiettili contro i compagni. Questo era un diversivo collettivo. Ma ce n’era un altro che coltivavo tra me e me. Mi estraniavo nell’ascoltare le melodie dei canti processionali. Le voci del corteo rimbalzavano contro i muri delle case. Ad ogni svolta della strada nuovi echi. Ed infine, quel ritardo suggestivo del canto che si percepiva sulle cadenze della melodia, dovuto alla distanza che separava la testa della processione dalla sua coda. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
Il Canto gregorianoRicordo il mio primo incontro con il Canto gregoriano, l’humus denso e fertile, del quale si è nutrita per secoli la musica occidentale. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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Padre Terenzio ZardiniFrequentare la Cantoria ha significato partecipare a molte funzioni religiose e messe ordinarie, durante le quali il repertorio dei canti s’ispirava alle novità introdotte da qualche anno dal Concilio Vaticano II. La Schola Cantorum aveva il compito di trainare l’Assemblea nel canto di semplici motivi, quasi salmodie. I ritornelli venivano agevolmente appresi e ripetuti immediatamente a memoria dall’intera massa dei fedeli. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
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Stanno bussando alla tua portaMentre stavo in Cantoria, ho vissuto un cambio di conduzione. Il prete che era alla guida della Schola ha lasciato la Parrocchia e al suo posto è subentrato un altro prete, nuovo venuto e più giovane. Mentre il primo aveva conservato un repertorio di tipo classico (mottetti, corali e messe polifoniche), il secondo, invece, si è presentato, fin da subito, con qualche novità. La più eclatante fu il brano Stanno bussando alla tua porta, temeraria incursione nel repertorio gospel (Somebody’s knockin’ at your door). I cantori di una certa età stentarono a digerire quel ritmo sincopato, che pure veniva sottoposto loro con i dovuti adattamenti di lingua e semplificazioni armoniche. Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
| mauro zuccante – 2009-08-22 |












