Archivi per la categoria ‘Grande Guerra’

Ta-pum Ta-pum 2012


Gli Alpini hanno molto cantato negli anni della Grande Guerra.

Hanno cantato sulle tradotte, durante le marce di trasferimento, nelle retrovie; hanno cantato la baldanza, la spavalderia e il loro giovanile ardore.

Ma hanno altresì cantato nei rifugi, nei covi e nelle trincee; hanno cantato il terrore e lo sgomento che attanaglia l’animo dei soldati in prima linea.

Il progetto TA-pum TA-pum del PolifonicoMonteforte propone in sequenza alcune delle più note canzoni degli Alpini.

Un’immaginaria narrazione che si apre con la struggente lirica del forzato distacco dagli affetti domestici e termina con l’epica celebrazione della morte del capitano.

Un itinerario lungo il quale sono evocati leggendari luoghi ed episodi storici e si aprono emozionanti squarci sui temi fondamentali dell’esistenza umana (amore e morte in primis)

Il rinnovato arrangiamento musicale dei canti non ricalca gli standard dei cori alpini. Esso si avvale della maggiore ampiezza polivocale del coro di voci miste, ulteriormente dilatata dalla timbrica e dalla dinamica del pianoforte. Inoltre, l’andamento delle melodie e delle armonie è a tratti svincolato dalla versione originale e s’intreccia con elementi di libera invenzione.


  1. Senti, cara Nineta
  2. Sul ponte di Bassano
  3. E l’an taglia i suoi biondi capelli
  4. Se te toco le to manine
  5. La rivista del corredo e dell’armamento
  6. Monte Canino
  7. Al comando dei nostri ufficiali
  8. Monte Nero
  9. Dove sei stato, mio bell’alpino?
  10. Ai prêat la biele stele
  11. Bersaglier ha cento penne
  12. Ta-pum
  13. Il testamento del capitano

PolifonicoMonteforte, “Ta-pum Ta-pum”, 25 Giugno 2011

TA-pum TA-pum

 


Gli Alpini hanno molto cantato negli anni della Grande Guerra.

Hanno cantato sulle tradotte, durante le marce di trasferimento, nelle retrovie; hanno cantato la baldanza, la spavalderia e il loro giovanile ardore.

Ma hanno altresì cantato nei rifugi, nei covi e nelle trincee; hanno cantato il terrore e lo sgomento che attanaglia l’animo dei soldati in prima linea.

Il progetto TA-pum TA-pum del PolifonicoMonteforte propone in sequenza alcune delle più note canzoni degli Alpini.

Un’immaginaria narrazione che si apre con la struggente lirica del forzato distacco dagli affetti domestici e termina con l’epica celebrazione della morte del capitano.

Un itinerario lungo il quale sono evocati leggendari luoghi ed episodi storici e si aprono emozionanti squarci sui temi fondamentali dell’esistenza umana (amore e morte in primis)

Il rinnovato arrangiamento musicale dei canti non ricalca gli standard dei cori alpini. Esso si avvale della maggiore ampiezza polivocale del coro di voci miste, ulteriormente dilatata dalla timbrica e dalla dinamica del pianoforte. Inoltre, l’andamento delle melodie e delle armonie è a tratti svincolato dalla versione originale e s’intreccia con elementi di libera invenzione.


  1. Senti, cara Nineta
  2. Sul ponte di Bassano
  3. E l’an taglia i suoi biondi capelli
  4. Se te toco le to manine
  5. La rivista del corredo e dell’armamento
  6. Monte Canino
  7. Al comando dei nostri ufficiali
  8. Monte Nero
  9. Dove sei stato, mio bell’alpino?
  10. Ai prêat la biele stele
  11. Bersaglier ha cento penne
  12. Ta-pum
  13. Il testamento del capitano

PolifonicoMonteforte, “Ta-pum Ta-pum”, 25 Giugno 2011

Guerrieri in piazza

MonumentoAiCaduti

In paese si è a lungo discusso sull’opportunità di spostare il monumento ai caduti ubicato in piazza.
In un primo momento, ho ritenuto che non fosse una cattiva idea collocarlo altrove. Meglio restituirgli un po’ di sacralità, riservandogli un luogo raccolto, meno contaminato, lontano da rumori e trambusti. Niente da fare, si è deciso che starà ancora lì, a fungere da spartitraffico; a fare da pendant con una chiesetta che, dalla parte opposta del paese, fa da centro ad una rotatoria.
Ma, ripensandoci, quel monumento non merita tanta riverenza.
Che c’entra, infatti, con i giovani del paese, morti nella Grande Guerra? In verità, quegli improbabili guerrieri mezzi nudi, simbolo di virilità, sacrificio, cameratismo, sono l’autorappresentazione del Fascismo. Sul lato del monumento non ci sono i nomi dei caduti, ma sta iscritto il Bollettino della Vittoria, promulgato dal generale Diaz, il 4 novembre 1918. Quella Vittoria cominciata con il passaggio del fiume Piave, di cui Mussolini dirà: «Cos’è quel brivido che percorre le membra quando si sentono le note della Leggenda del Piave? E’ che il Piave non segna una fine; segna un principio. E’ dal Piave, è da Vittorio Veneto, è dalla Vittoria gloriosissima, anche se mutilata dalla diplomazia imbelle, che si dipartono i nostri gagliardetti. E’ dalle rive del Piave che noi abbiamo iniziata la marcia che non potrà fermarsi se non quando avremo raggiunto la meta sublime: Roma!» [B. Mussolini, da un discorso pronunciato a Cremona, il 25 settembre 1922].

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Il soldato Antonio Vivaldo

Nel settore rivolto a nord dell’Ossario di Cima Grappa c’è il cimitero Austro-Ungarico.
Si dice che dal 1935 avviene un fatto curioso, inspiegabile e affascinante.  Sulla lapide contrassegnata dal numero 107 mani ignote posano ogni giorno fiori di campo, sassolini di montagna e piccole conchiglie. 
In quella tomba ci sono le spoglie di un soldato il cui nome è Peter Pan.
La storia ha incuriosito molti. C’è chi ha fatto ricerche, scritto libri e prodotto film sul soldato Peter Pan.

PeterPan

Ho visitato recentemente l’Ossario del Monte Grappa e, naturalmente, mi sono soffermato di fronte alla lapide di Peter Pan. Ma mi interessava altresì verificare se, dalla parte italiana, potesse esserci la tomba di un prozio (tal Giovanni Mella), dato per disperso nella Grande Guerra. Non l’ho trovato. Passando, però, in rassegna gli oltre duemila sacelli di militi identificati, mi imbatto nel soldato Antonio Vivaldo! L’inizio per una nuova storia?

AntonioVivaldo

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