Orlando Dipiazza – in memoriam

ODipiazzaEra il ritornello delle ultime telefonate: «Allora, quando ti vien su da ‘ste parti? I monumenti de la guera i xe qua che speta». Da tempo promettevo ad Orlando che, in occasione di una visita a Redipuglia e dintorni, mi sarei fermato ad Aiello per un saluto. «Sicuro. A fine mese passo». Sarebbe stato per la prossima settimana. Orlando, non ha aspettato. Se n’è andato.

Era un gusto discorrere con Orlando Dipiazza. Esauriti gli aggiornamenti sui lavori recenti, si conversava di grandi autori. Mi ha fatto dono di una sincera amicizia, attraverso la quale ho avuto il privilegio di entrare in contatto con un artista che ancora incarnava l’eminente tradizione musicale mitteleuropea. «A Gradisca facevo lezione in un’aula spaziosa, che disponeva di un gran coda. Quella scuola era rimasta come ai tempi dell’Impero». Orlando era figlio di un mondo perduto, dove la musica, nella vita pubblica e privata delle persone, godeva di uno spazio fondamentale.

Orlando Dipiazza è stato un compositore di prestigio. Non moderno (la fotocopiatrice era il suo unico contatto con la tecnologia), né di tendenza. Di sostanza. Sapeva modellare un mottetto a tavolino in un paio d’ore. Carta, penna e un orecchio straordinario. Nei suoi lavori traspare quella rara competenza che era orgoglioso di aver acquisito dalla viva autorevolezza di Bruno Cervenca. Un mestiere appreso con tenacia e sacrificio, riscattando i duri anni della giovinezza, trascorsi nel massacrante lavoro ai cantieri navali di Monfalcone. «… eh voialtri giovin!», «No so’ giovane, Orlando. Go fato cinquant’ani!», «Mi a cinquant’ani go vinto ‘l mio primo concorso de composizion, sa’! E xe tuto comincià alor».

Orlando era schietto (a volte ruvido), ma onesto nel giudizio. Consapevole del valore del proprio e dell’altrui operato. Un uomo sorretto (buon per lui fino all’ultimo passaggio), dal viatico di una solida fede.

Ora, ai piedi del Carso c’è un altro monumento da visitare.



Orlando Dipiazza, “O Gloriosa Virginum”, PolifonicoMonteforte, M.Zuccante dir., live, Verona 2012


OrlandoDipiazza-e-MauroZuccante

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Informazioni su mauro zuccante

Mauro Zuccante ha studiato pianoforte, composizione, musica corale e musica elettronica. Come compositore si è affermato in Concorsi internazionali. Sue opere corali sono state eseguite da Coro Giovanile Italiano, I Piccoli Musici di Casazza, Coro SAT di Trento, Coenobium Vocale, Coro da camera di Torino, Complesso Vocale di Nuoro, Vocalia Consort di Roma, Coro da camera di Alessandria, Ring Around Quartet, e da altri complessi corali italiani e stranieri (Festival dei Due Mondi di Spoleto, Auditorium Parco della Musica di Roma, Festival MiTo, Basilica di Assisi-RAI, Teatro Regio di Torino, Accademia filarmonica di Verona, Auditorium Museo del violino di Cremona, Festival d'Avignon, New Jersey University, Miami University, Southern Theatre Ohio, Radio Budapest, Festival Europa Cantat, Santiago de Compostela). Ha pubblicato in Italia per le Suvini Zerboni, Carrara, Ed. Mus. Europee, Pizzicato, BMM Ed. Mus. e Feniarco. Alcune opere sono pubblicate in Francia (A Choeur Joie) e negli USA (Treble Clef Music Press e The Lorenz Corporation). È stato chiamato a far parte di giurie in Concorsi corali e di composizione nazionali ed internazionali. È stato docente nei Seminari europei per giovani compositori di Aosta. Fa parte della redazione della Rivista “Choraliter”-Feniarco. È stato consulente artistico di Feniarco e altre Associazioni corali.
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