
I cori (e le orchestre) dovrebbero rifiutarsi di mettersi a disposizione per i Concorsi di direzione corale (e direzione d’orchestra). Il dilagare di queste iniziative sta avvelenando la musica. Gli investimenti che si fanno sulla sovraesposizione del direttore (sull’impatto visivo della sua figura) fanno bene agli organizzatori, ai giurati, ma non tanto ai concorrenti e men che meno all’arte musicale.
Si racconta che Béla Bártok dicesse che «I concorsi sono per i cavalli, non per gli artisti.» Che siano parole sue o no, sono parole da sottoscrivere. L’arte si fonda su un’etica anti-competitiva.