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FFloris-1M. Zuccante: Dagli orizzonti marittimi di Alghero, dove sei nata e cresciuta, all’altipiano e alle vallate di Nuoro, dove da tempo risiedi. Franca, due volti del magnifico paesaggio sardo che, immagino, abbiano segnato la tua esistenza.

F. Floris: Il mare vissuto da algherese, la pesca, i tuffi dagli scogli e le nuotate lontana il più possibile dal turismo da sedie a sdraio, crema solare al cocco, urla insopportabili di bambini viziati e radio a tutto volume, quello sì che mi manca!
Alghero era già ai tempi di quando ero bambina la meta turistica più attrezzata in Sardegna ad ospitare una quantità di gente piuttosto impressionante cosa che mi ha fatto amare il mare soprattutto d’inverno!
I monti e in particolare la catena del Supramonte sono diventati la mia seconda casa; ho imparato ad apprezzarne i fantastici panorami, le antiche silenziose foreste, le specie botaniche uniche, gli animali schivi.
Il risultato è che non posso fare a meno né del mare né dei monti!

M. Zuccante: Tra gli altri titoli del tuo curriculum di studi, spicca il diploma in canto. Pur non avendo intrapreso la carriera di cantante, questo specifico indirizzo di studi ha avuto un’influenza sulle tue scelte successive e sullo sviluppo della tua sensibilità musicale?

F. Floris: Ho iniziato gli studi musicali all’Istituto Musicale “G. Verdi” di Alghero frequentando il corso di canto con l’assoluta convinzione, sebbene fossi giovanissima, che avrei cantato in coro o che mi sarei occupata di canto da camera e/o di liederistica.
Sicuramente è stato di grande utilità per il mio lavoro di direttore di coro aver studiato canto e per di più con una brava insegnante; naturalmente il mio percorso, una volta finiti gli studi in Conservatorio, non si è assolutamente concluso anzi, da allora è in continuo divenire anche per quanto riguarda la tecnica di canto più appropriata da utilizzare in coro.

M. Zuccante: Quali sono state le prime circostanze e a quando risale il tuo incontro con il mondo corale?

F. Floris: Ho inziato a cantare alla scuola materna dove, una suora orsolina, madre Marina, mi insegnava i canti religiosi e popolari di varie regioni italiane; in seguito ho fatto parte del coro Alguer 80 specializzato nell’esecuzione del reperortorio catalano e algherese (ti ricordo che Alghero o Alguer, è stata una colonia catalana e che qui si parla ancora un idioma catalano) e del Coro Polifonico Algherese.

M. Zuccante: Nelle varie fasi del tuo apprendistato va senz’altro annoverato l’incontro con Piergiorgio Righele. Un’esperienza ricca di stimoli artistici e che ti lega indelebilmente anche alla terra veneta.

F. Floris: L’incontro con Piergiorgio è stato illuminante: personalità forte e svincolata dal mondo accademico, uomo dall’alto profilo artistico e dotato di straordinaria capacità di trasmettere la sua arte senza risparmio grazie alle indiscusse doti umane e alla grande cultura che lo caratterizzavano.
Rendeva ogni singolo cantore consapevole delle proprie capacità e quindi protagonista all’interno del coro.
Montava un brano con una riverente attenzione verso il testo anzi, dipingeva il testo sulla musica!
Chiacchierare con lui, analizzare partiture polifoniche, sperimentare con la voce, assistere a una sua concertazione di un mottetto, di un lied o di una chanson era sempre uno “spettacolo” assicurato, una lezione di stile unica e irripetibile.
Considero l’incontro con Piergiorgio musicista una fortuna per la mia professione, l’aver cantato nel suo coro un privilegio, esserne stata amica un grande onore.

M. Zuccante: Hai fondato e tutt’ora dirigi il Complesso Vocale di Nuoro. Un gruppo che è cresciuto con te e con il quale hai condiviso importanti soddisfazioni. Vuoi sinteticamente riassumere le tappe più significative che hanno segnato questa collaborazione pluridecennale?

F. Floris: Il prossimo dicembre il Complesso Vocale di Nuoro compirà trent’anni: che dire?
Sono soddisfatta del lavoro che i cantori ed io abbiamo fatto finora, insieme.
Lavoriamo con passione e costanza, talvolta con difficoltà, consapevoli che abbiamo tanto da imparare.
Sì, siamo cresciuti e cresciamo insieme.
I cantori fanno da “cavie” consapevoli alla mia sperimentazione, mi appoggiano nelle scelte ma sanno anche essere critici nei miei confronti.
Tra di noi c’è grande rispetto.
In questi anni abbiamo ottenuto importanti riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale, cosa che ci ha inorgoglito e ripagato del lavoro e che ci sprona, tutte le volte, a continuare sulla nostra strada cercando di fare sempre meglio.
Sono grata al CVN per quello che siamo riusciti a creare in questi anni!

M. Zuccante: Con lo stesso Complesso Vocale di Nuoro hai affrontato pagine di musica corale sacra e profana, che spaziano dall’antico canto monodico, alla musica contemporanea, al genere concertante. In quale forma, epoca e stile le tue peculiarità interpretative si esprimono al meglio?

F. Floris: Potrei dire che affronto tutte le pagine della letteratura corale con entusiasmo e davvero mi viene difficile fare una scelta!
Mi è stata cucita addosso un’etichetta di “esperta di musica romantica”, cosa che mi fa davvero grande piacere e onore, perché amo la musica e letteratura romantica e proprio le letture di questa epoca hanno reso più approfondito e interessante lo studio di questi repertori, sia a cappella che con accompagnamento: Schubert, Schumann, Mendelssohn, Brahms sono autori molto amati dal CVN e dei quali allestiamo concerti monografici e a tema.
La musica antica, con una predilezione per la polifonia sacra, sa darmi gioia nello studio e nell’esecuzione. Concertare un mottetto di Palestrina è sempre un’esperienza impegnativa ma altamente gratificante. Allestire un salmo della Selva Morale e Spirituale o uno dei tanti madrigali di Monteverdi, emozionante e appaganate.
Ma anche il repertorio contemporaneo colto e non per forza di cose “di moda”, è molto stimolante e mi permette di esprimere il mio contributo interpretativo, supportato talvolta dalla collaborazione possibile con l’autore, quando questo è possibile, naturalmente!

M. Zuccante: Nel repertorio della compagine nuorese trovano spazio anche alcune espressioni corali della tipica tradizione popolare sarda. Gli arrangiamenti sono opera della mano sapiente di Antonio Sanna. Vuoi parlare delle affinità e dell’amicizia che ti legano al noto decano della musica corale sarda?

F. Floris: Naturalmente sono molto legata alla mia terra e, sebbene provenga da Alghero, la cui tradizione musicale popolare non ha radici in Sardegna, amo la musica popolare sarda, la sua peculiarità che la rende unica nel panorama nazionale e non solo.
Per quanto riguarda le elaborazioni per coro misto abbiamo in repertorio molte composizioni di Antonio Sanna al quale mi lega anche una profonda amicizia.
La realtà corale sarda si è arricchita della presenza di questo compositore e direttore di coro che è stato ed è esempio per tutti coloro che si occupano di canto corale.
La prima volta che sentii il Coro Polifonico Turritano diretto da Antonio Sanna, bambina ad Alghero, decisi che da grande sarei andata a cantare proprio in quel coro.
La vita mi ha poi portato altrove ma l’insegnamento di Sanna è stato per me molto importante.
Nel nostro repertorio trovano spazio anche composizioni/elaborazioni di melodie sarde di autori legati alla nostra terra uno dei quali sei tu, per esempio.
La tua ultima composizione scritta per il CVN su un documento sonoro originale del nord Sardegna Attitu dove la melodia affidata al mezzo soprano solo, fedele all’originale, è messa in risalto da un doppio coro che canta i versi dello Stabat Mater è un brano emozionante in cui la melodia si sposa con una nuova ed interessante elaborazione che niente toglie al fascino del “popolare”.
Ricordo altri carissimi amici compositori dei quali il CVN esegue alcuni brani legati, per lingua e melodia, alla Sardegna: l’affascinante, difficile Est una notte’e luna di P. Merku o il Man ist gerfordert di F. Resch in cui il compositore altoatesino, oltre alle launeddas sarde che suonano con le ocarine dell’Alto Adige, usa in questo ponte musicale tra Sud Tirolo e Sardegna alcuni versi di S. Satta e G. Deledda.

M. Zuccante: In virtù delle tue competenze e meriti, sei spesso stata invitata a far parte di commissioni d’ascolto in rassegne e competizioni corali. Come giudichi l’esperienza di giurato-esperto?

F. Floris: Trovo quella del giurato un’esperienza molto interessante e che contribuisce, ogni volta, alla mia crescita culturale e umana.
Oltre ad ascoltare in modo accurato, onesto e senza pregiudizi, le più svariate compagini corali, mi interessa molto osservare i diversi approcci alla direzione e la risposta del coro, il modo di presentarsi e l’aspetto umano che da ciascun coro trapela, i nuovi repertori proposti, la scoperta di tanti giovani talenti e il rapporto che con loro si instaura, la discussione che precede la votazione con i colleghi, trasmettere al direttore, quando ciò venga richiesto, le mie personali considerazioni anche quando le stesse non siano di totale apprezzamento verso la performance, sono tutti aspetti che rendono la partecipazione ad una commissione di ascolto momento interessante e proficuo.

M. Zuccante: Ti sei dedicata anche all’associazionismo corale, promuovendo iniziative di crescita, sia a livello regionale, che nazionale. Come hai vissuto questi impegni?

F. Floris: Ho creduto e credo molto nella capacità dell’associazionismo come strumento di crescita per il singolo direttore, cantore e i gruppi corali, opportunità di incontro, ascolto, confronto.
Proprio a Nuoro, nel 1990, in seguito alla partecipazione del CVN al Concorso Polifonico di Arezzo e all’invito dell’allora gruppo dirigente della FENIARCO, nacque la FERSACO (Federazione Sarda delle Associazioni Corali) di cui per alcuni mandati sono stata anche presidente della commissione artistica.
Ho anche fatto parte della commissione artistica della FENIARCO e ho vissuti questi impegni sempre con grande rispetto per la carica che investivo.
Anche queste esperienze hanno contribuito alla mia crescita culturale e umana oltre ad avermi permesso di conoscere tante interessanti persone.

M. Zuccante: Vorrei concludere, Franca, questo profilo, chiedendoti di raccontare brevemente del tuo lavoro a scuola. Che bilancio fai dell’insegnamento della musica nella scuola dell’obbligo e cosa ti aspetti, in prospettiva, dalla tua carriera?

F. Floris: Lavoro nella stessa scuola media da tanti anni e questa è la professione che mi permette di vivere, visto che sono direttore di coro per piacere e passione ma, a costo zero!
Mi chiedi un bilancio: sono un’insegnante molto soddisfatta del lavoro che fa, un’insegnante che vive il suo lavoro con passione e gioia, anche se con le difficoltà quotidiane che tutti gli insegnanti della scuola dell’obbligo italiana vivono!
Lavoro con i ragazzi con la stessa passione con la quale lavoro con il coro; cerco di tramettere l’amore per la musica, l’amore a fare musica in gruppo ma anche da soli.
Cerco di rendere i giovanissimi consapevoli della fortuna che hanno a cantare, suonare uno strumento, suonare il e con il proprio corpo. Sperimento ogni giorno, incontro nuove difficoltà, cerco di affrontarle, come tutti gli insegnanti.
E come tutti gli insegnanti constato che i ragazzi di oggi sono come i ragazzi di ieri , hanno gli stessi bisogni e sono capaci: hanno bisogno di buoni esempi, come i ragazzi di ieri, ma anche quelli di domani.
Lavoro anche con il coro scolastico che ci dà, a me e ai cantori, tante soddisfazioni!
Sessanta, ragazze e ragazzi tra i dieci e i quattordici anni, mangiamo insieme il martedì dopo le lezioni (no, non abbiamo la mensa, ma mangiamo bene, te lo assicuro!) e dalle 14.00 alle 16.00 facciamo musica.
Ginnastica, ritmica, vocalizzi e repertorio: quest’anno abbiamo allestito l’opera di Krása Brundibár nonché un repertorio che va dall’antico al contemporaneo.
Il bilancio non può quindi che essere positivo (a parte lo stipendio!) e, cosa mi aspetto dalla mia carriera? Niente di più di quello che ho già ottenuto grazie alla musica e alle persone insieme alle quali faccio musica: gioia e benessere!

Franca Floris

M. Zuccante, “Attitu” (estratto), Complesso Vocale di Nuoro, F. Floris, dir.
Franca Floris ha iniziato i suoi studi musicali ad Alghero, città nella quale è nata, frequentando il Liceo musicale “G. Verdi”.

Si è diplomata in Canto presso il Conservatorio di musica “L. Canepa” di Sassari sotto la guida di A. Chironi.

Ha studiato direzione di coro, tra gli altri, con J. Jurgens.

Insegna musica presso la Scuola sec. di I grado “P. Borrotzu” di Nuoro ed è direttore del coro di voci bianche della stessa.

E’ chiamata da enti ed associazioni a tenere corsi di vocalità, direzione ed interpretazione corale ed a far parte di giurie in concorsi corali.

Dirige il “Complesso Vocale di Nuoro” fin dalla sua fondazione.

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