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WARM-UP

per 6 voci miste (1969)

di Leonard Bernstein

Warm-Up è una breve composizione di Leonard Bernstein, dedicata a Abraham Kaplan, il quale la eseguì per la prima volta a New York, nel 1969, alla guida della Camerata Singers.
Nel dettaglio, si tratta di un canone, a sei voci miste e hand-clapping, su un ritmo shuffle.

Prima parte (A), esposizione della melodia all’unisono, poi, canone, in canto scat; quindi, un breve episodio centrale omoritmico («Alleluia»), sequenza di armonie parallele dissonanti; infine, una coda, in cui viene ripreso il canone-scat (A).

Stando alle date, Warm-Up è stato composto prima, o contemporaneamente, a Mass, l’ampia azione teatrale per cantanti, attori e ballerini, la cui prima esecuzione risale al 1971. Com’è noto Mass consiste in un poliedrico e caleidoscopico collage, in cui sono racchiusi pezzi classici, dodecafonici, gospel, pop-rock, jazz, marching band, musical-Broadway e tanto altro.
Bernstein ha integrato Warm-Up in Mass. Lì, infatti, il brano costituisce la terza sezione («Responsory: “Alleluia”») della prima parte di Mass stessa (denomintata «Devotions Before Mass»). In Mass il brano è preregistrato e affidato a sei voci sole, con accompagnamento di celesta, marimba, vibrafono, glockenspiel, campane e batteria.

Leonard Bernstein, Responsory: “Alleluia”, da Mass (ovvero, Warm-Up, A Round for Chorus

Ma la cosa interessante è che non si tratta di un innesto del tutto eterogeneo. E’ vero, si presenta come una netta rottura di contesto stilistico: dall’arioso del celebrante («Hymn and Psalm: “Simple Song”», il pezzo composto in origine come colonna sonora per il film Fratello sole, Sorella luna di F. Zeffirelli), al vocal-jazz polifonico. Ma le analogie degli incisi melodici (tra Warm-Up e il brano precedente), rivelano un legame tematico di fondo.

Leonard Bernstein, Hymn and Psalm: “Simple Song”, da Mass

Si tratta di un’osservazione particolarmente significativa, per comprendere una cifra fondamentale del linguaggio di Bernstein, cioè il suo stile eclettico. Un eclettismo non fine a se stesso, ma intriso di correlazioni, più o meno manifeste, che tengono insieme e assicurano unità ai diversi linguaggi.