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nino-rotaNino Rota era in possesso di un mestiere impressionante. Una conferma che ho avuto riascoltando la colonna sonora de La Grande Guerra, il film tragicomico di Mario Monicelli del 1959, segnato dalla presenza – alquanto ingombrante – di Alberto Sordi e Vittorio Gassman. La pellicola è stata – ed è tuttora – ampiamente celebrata, per le sue qualità visive e di sceneggiatura. Soltanto rapidi cenni, invece, a commento della colonna sonora. Eppure, Nino Rota offre qui l’ennesima prova del suo talento. Un talento fatto di mestiere – come accennato sopra – e di invenzione. Garbo e sapienza contraddistinguono la “manipolazione” di alcune tra le più note melodie scelte dal repertorio dei canti della Grande Guerra.grande-guerra-monicelliSi ascolti il brano intitolato Reticolati. Una miniatura rapsodica in cui vengono armonizzati in successione e sovrapposizione spezzoni melodici da Monte Canino, Sul cappello, Era una notte che pioveva, Il silenzio di ordinanza, il tutto combinato in un raffinato gioco di alternanze timbriche. Le melodie, così trasfigurate, rivivono in un’atmosfera sospesa e nostalgica.
Nino Rota: “Reticolati”, da La Grande Guerra
Libera invenzione invece in Costantina e Giovanni. Nel pezzo una tromba militare cede il passo allo swing e alla felpata sensualità di un motivo-jazz da night club.
Nino Rota: “Costantina e Giovanni”, da La Grande Guerra