Sillabari corali: “I”

IN PULVEREM MORTIS

per coro misto a cappella (1966)

di Krzysztof Penderecki

Composto negli anni 1963-1965, il brano è stato successivamente inserito dall’autore (come numero 20) nella monumentale Passio et mors Domini nostri Iesu Christi secundum Lucam (1966). In pulverem mortis presenta un organico a cappella con suddivisione in tre cori (SATB). Il testo è tratto dal Salmo biblico XXI (16-20). Pur trattandosi di Antico testamento, le parole possono essere interpretate come profezia dei tormenti e delle umiliazioni, alle quali è stato sottoposto il corpo di Cristo.

In pulverem mortis deduxisti me.
Foderunt manus meas et pedes meos,
dinumeraverunt omnia ossa mea.
Ipsi vero consideraverunt et inspexerunt me.
Diviserunt sibi vestimenta mea,
et super vestem meam miserunt sortem.
Tu autem, Domine, ne elongaveris auxilium tuum a me,
ad defensionem meam conspice.

 

Il primo verso (in forma di bicinium) è utilizzato dal compositore in funzione di refrain: in apertura, a metà e al termine del pezzo. Un motivo che separa episodi in cui prevale una scrittura caratterizzata da ampie campiture di fasce sonore. Nella successione delle note che compongono il tema di apertura si riconoscono gli intervalli-simbolo del nome BACH. Il grande Passio di Penderecki è infatti modellato sullo schema delle passioni bachiane.

Es. 1, da In pulverem mortis (1966)

In pulverem mortis è paradigma dell’interesse per il canto corale e le tematiche religiose, ma è anche una pagina significativa della propensione di Penderecki alla ricerca sulla materia sonora. Un ponte tra le linearità della tradizione gregoriano-polifonica antica (seppur lette alla luce delle tecniche seriali in voga negli anni ’60) e il modernismo di certi effetti sonori eclatanti (cluster).

Es. 2, da In pulverem mortis (1966)

viacrucis-1

L’esplorazione della tessitura corale varia per la densità e l’intensità delle saturazioni. Ma è il fine espressivo, comunicativo ed emozionale ad ispirare le forme sonore plasmate dal compositore. Come nel caso dello scarnito «Tu autem, Domine», che gradualmente si trasforma, prima sommessa preghiera («ne elongaveris auxilium tuum a me»), poi lancinante grido («ad defensionem meam conspice»)

Es. 3, da In pulverem mortis (1966)



Krzysztof Penderecki, In pulverem mortis (1966), per coro misto a cappella

Es. 1, da In pulverem mortis (1966)
Es. 2, da In pulverem mortis (1966)
Es. 3, da In pulverem mortis (1966)

Informazioni su mauro zuccante

Mauro Zuccante ha studiato pianoforte, composizione, musica corale e musica elettronica. Come compositore si è affermato in Concorsi internazionali. Sue opere corali sono state eseguite da Coro Giovanile Italiano, I Piccoli Musici di Casazza, Coro SAT di Trento, Coenobium Vocale, Coro da camera di Torino, Complesso Vocale di Nuoro, Vocalia Consort di Roma, Coro da camera di Alessandria, Ring Around Quartet, e da altri complessi corali italiani e stranieri (Festival dei Due Mondi di Spoleto, Auditorium Parco della Musica di Roma, Festival MiTo, Basilica di Assisi-RAI, Teatro Regio di Torino, Accademia filarmonica di Verona, Auditorium Museo del violino di Cremona, Festival d'Avignon, New Jersey University, Miami University, Southern Theatre Ohio, Radio Budapest, Festival Europa Cantat, Santiago de Compostela). Ha pubblicato in Italia per le Suvini Zerboni, Carrara, Ed. Mus. Europee, Pizzicato, BMM Ed. Mus. e Feniarco. Alcune opere sono pubblicate in Francia (A Choeur Joie) e negli USA (Treble Clef Music Press e The Lorenz Corporation). È stato chiamato a far parte di giurie in Concorsi corali e di composizione nazionali ed internazionali. È stato docente nei Seminari europei per giovani compositori di Aosta. Fa parte della redazione della Rivista “Choraliter”-Feniarco. È stato consulente artistico di Feniarco e altre Associazioni corali.
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